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Gli accordi negoziati insieme da lavoratori e datori di lavoro devono essere vincolanti. L’obbligatorietà generale dei contratti collettivi di lavoro non comporterà alcuna riduzione dei salari.

07.10.2026 | 13:00

Il partenariato sociale svizzero si trova di fronte a una decisione di principio. I sindacati hanno depositato oggi il referendum contro la legge federale concernente il conferimento del carattere obbligatorio generale al contratto collettivo di lavoro (LOCCL). Con questa legge, il Parlamento ha sancito un principio tanto semplice quanto importante: gli accordi negoziati insieme da lavoratori e datori di lavoro in un contratto collettivo di lavoro dichiarato di obbligatorietà generale sono vincolanti e non vengono scavalcati da salari minimi cantonali o comunali. La revisione della LOCCL non riduce alcun salario. Protegge invece i contratti collettivi di lavoro, che regolano molto più dei salari. L’Alleanza per un partenariato sociale forte, sostenuta da 30 associazioni di categoria e da un ampio comitato politico, difende con determinazione questo collaudato modello svizzero.

Tre contraddizioni nel referendum

  1. I salari minimi dei contratti collettivi di lavoro dichiarati di obbligatorietà generale sono stati negoziati e sottoscritti dagli stessi sindacati. Ora i sindacati vogliono che i salari minimi fissati dallo Stato prevalgano su questi accordi. Questo contraddice il partenariato sociale.
  2. I sindacati parlano di riduzioni salariali. È falso. La legge non riduce alcun salario. Chi oggi percepisce un salario minimo cantonale lo manterrà grazie alla garanzia dei diritti acquisiti (si veda il riquadro sotto).
  3. i sindacati fanno della lotta al dumping salariale una propria bandiera, ma con il referendum difendono un mosaico di regole che invece lo favorisce. In linea di principio, i salari minimi cantonali non si applicano ai lavoratori distaccati da altri cantoni o dall’estero. Le imprese provenienti da fuori possono quindi lavorare a costi inferiori rispetto alle aziende locali: uno svantaggio concorrenziale per le imprese del territorio, tollerato dallo Stato. La precedenza dei contratti collettivi di lavoro colma questa lacuna: i CCL regolano il salario minimo per tutti coloro che lavorano nel settore, sotto il controllo delle commissioni paritetiche delle parti sociali.

Superare il mosaico di regole: il compromesso svizzero diventa la norma

Per le imprese che operano oltre i confini cantonali, la mancata obbligatorietà generale dei CCL genera incertezza giuridica e burocrazia. Basilea Città, Giura e Ticino dimostrano che la precedenza delle soluzioni settoriali vincolanti funziona: il loro salario minimo cantonale non si applica ai settori dotati di un contratto collettivo di lavoro dichiarato di obbligatorietà generale.

Nel 2021, a Basilea Città, l’elettorato ha potuto scegliere tra un salario minimo con o senza precedenza del partenariato sociale e ha scelto di accordargli la preceden-za. La legge estende questo compromesso a tutta la Svizzera e garantisce uno spazio economico unitario.

Contratti collettivi di lavoro: molto più del salario

AI contratti collettivi di lavoro disciplinano molto più del salario orario: tredicesima mensilità, numero minimo di giorni di vacanza, durata massima del lavoro settimanale, compensazione per le ore straordinarie e per il lavoro notturno e domenicale, indennità giornaliera in caso di malattia, formazione continua retribuita, maggiore protezione contro il licenziamento, previdenza professionale e pensionamento, e molto altro ancora.

La formazione, l’esperienza e il perfezionamento professionale vengono valorizzati. Commissioni paritetiche composte da rappresentanti dei datori di lavoro e dei lavoratori verificano il rispetto delle disposizioni. Un salario minimo cantonale interviene al contrario su un unico parametro.

Un contratto collettivo di lavoro è un pacchetto completo di regole. Il partenariato sociale garantisce salari equi, buone condizioni di lavoro, opportunità formative e una protezione completa. Chi difende i contratti collettivi di lavoro tutela questo principio collaudato: regole concordate tra le parti e adatte al settore.

Che cosa regola concretamente la legge

  • Un contratto collettivo di lavoro dichiarato di obbligatorietà generale stabilisce un salario minimo che prevale (in caso di differenza) sui salari minimi cantonali e comunali.
  • I cantoni mantengono la competenza di fissare salari minimi nei settori dove non si applicano dei contratti collettivi di lavoro dichiarati di obbligatorietà generale. La legge unisce partenariato sociale e federalismo.
  • Attualmente sono interessati soltanto i cantoni di Ginevra e Neuchâtel. In questi cantoni, una garanzia dei diritti acquisiti protegge tutti i lavoratori: i salari minimi cantonali esistenti restano in vigore e quelli previsti dai contratti collettivi di lavoro si applicheranno soltanto quando supereranno il salario minimo cantonale. Chi oggi percepisce un salario minimo cantonale lo manterrà.


Il Parlamento ha approvato la legge nella votazione finale del 19 giugno 2026.

Le voci del comitato politico e dell’Alleanza per un partenariato sociale forte

Ha poco senso che datori di lavoro e lavoratori concordino al tavolo delle trattative una soluzione settoriale che viene poi scavalcata da prescrizioni salariali cantonali o comunali differenti, che riguardano soltanto uno dei numerosi aspetti importanti di un CCL.

I sindacati vogliono il panino e il soldino: contratti collettivi di lavoro completi al tavolo delle trattative e, per vie traverse, salari minimi cantonali che scavalcano gli accordi raggiunti. Questo mina la fiducia su cui si fonda il partenariato sociale. Chi negozia e sottoscrive salari minimi deve rispettare gli impegni presi.

La legge garantisce che a Ginevra e Neuchâtel non verrà ridotto alcun salario. Nel canton Vaud, a giugno, l’elettorato ha respinto una legge sul salario minimo che avrebbe scavalcato i contratti collettivi di lavoro. La Svizzera romanda vuole rafforzare il partenariato sociale, non indebolirlo.

Negoziamo i contratti collettivi di lavoro insieme ai sindacati. I CCL comprendono molto più dei salari minimi. Il settore beneficia di condizioni di concorrenza paritarie e i lavoratori di un pacchetto completo: tredicesima mensilità, cinque settimane di vacanza, orari di lavoro settimanali regolamentati, compensazioni per le ore straordinarie e per il lavoro notturno e domenicale, assicurazione obbligatoria d’indennità giornaliera in caso di malattia e molto altro ancora. Vogliamo proteggere questo pacchetto e il collaudato partenariato sociale in tutta la Svizzera.

Il partenariato sociale si fonda sull’assunzione congiunta di responsabilità da parte di datori di lavoro e lavoratori, che negoziano soluzioni per il proprio settore. Se le disposizioni cantonali o comunali prevalgono sulla componente salariale di questi accordi, questo collaudato sistema viene meno. I contratti collettivi di lavoro vanno oltre le disposizioni salariali: sono un pacchetto completo sostenuto congiuntamente da entrambe le parti.

Le nostre PMI puntano sull’affidabilità del partenariato sociale: una regola per ogni settore, negoziata da persone che lo conoscono, senza salari imposti dallo Stato che cambiano in base al confine cantonale o comunale. I contratti collettivi di lavoro offrono proprio questo, tanto alle imprese quanto ai lavoratori. Questa legge protegge ciò che in Svizzera funziona con successo da molto tempo.

Un ampio sostegno: l’Alleanza per un partenariato sociale forte

L’Alleanza riunisce 30 associazioni di datori di lavoro e di categoria: Unione svizzera delle arti e mestieri USAM, Unione svizzera degli imprenditori, Associazione delle imprese svizzere di pulizia, AM Suisse, CafetierSuisse, callnet.ch, carrosserie suisse, Coiffure Suisse, EIT.swiss, GastroSuisse, Involucro edilizio Svizzera, Associazione imprese svizzere edilizia in legno, HotellerieSuisse, Isolsuisse, Associazione svizzera imprenditori pittori e gessatori ASIPG, Associazione arredatori svizzera, Associazione svizzera della pietra naturale NVS, Associazione svizzera mastri panettieri-confettieri PCS, Unione professionale svizzera della carne UPSC, Ceruniq, Associazione svizzera e del Liechtenstein della tecnica della costruzione (suissetec), Swiss Catering Association SCA, Swiss Dental Laboratories, SwissBeton, Associazione svizzera fabbricanti mobili e serramenti ASFMS, Associazione delle imprese svizzere di sistemi di soffitti e sistemazioni interne VSD, Associazione imprese svizzere servizi di sicurezza AISS, Associazione gestori di negozi delle stazioni di servizio in Svizzera AGSS, EIT.ost – Verband der Elektrobranche St.Gallen und Appenzell sowie Fürstentum Liechtenstein.

La campagna di votazione è sostenuta da questa Alleanza e da un comitato politico.

Ulteriori informazioni

Regazzi Fabio
Fabio Regazzi

Presidente, Consigliere agli Stati Il Centro/TI

Documenti da scaricare

2601007 Mm All Sozialpartner Avegav It
Communicato stampa «Un’ampia alleanza sostiene i contratti collettivi di lavoro»