Sgravio per le imprese: gli «studi settoriali» non bastano – occorre un freno alla regolamentazione
L'Unione svizzera delle arti e mestieri (UAM) accoglie con favore i temi presentati dal Consiglio federale per gli «studi settoriali» volti a semplificare la normativa e a individuare misure di alleggerimento a favore delle imprese. Tuttavia, ciò non è sufficiente. Infatti, allo stesso tempo, la Confederazione continua a far funzionare senza freni la macchina normativa. Per questo motivo è necessario un freno alla regolamentazione.
La legge sugli sgravi per le imprese (UEG), varata su iniziativa dell'Unione svizzera delle arti e mestieri (UAM), impone al Consiglio federale, tra l'altro, di esaminare ogni anno da tre a cinque settori normativi attraverso i cosiddetti studi settoriali, al fine di individuare il potenziale di alleggerimento per le imprese.
È ora di presentare finalmente i risultati dei primi studi@tag>
Nel maggio 2025 sono stati avviati per la prima volta studi settoriali in materia di appalti pubblici, regolamentazione delle imprese industriali, possibilità di ricorso nei progetti edilizi e alcuni aspetti della regolamentazione farmaceutica. I risultati non sono ancora disponibili. L’usam esorta il Consiglio federale a portare rapidamente a termine i lavori e a presentare immediatamente i risultati, al fine di evitare un «ingorgo di studi».
I nuovi studi settoriali non sono sufficienti@tag>
Con i temi presentati oggi per gli studi settoriali del 2026, il Consiglio federale accoglie, tra l’altro, anche la proposta dell’Usc di semplificare per le imprese l’applicazione degli accordi di libero scambio (ALS). Poiché le norme commerciali sono spesso troppo complesse per le PMI per poter sfruttare i vantaggi degli ALS, sono necessarie delle semplificazioni in questo ambito. Tuttavia, l’Usam ha avanzato numerose altre proposte, ad esempio per la semplificazione degli obblighi statistici, per una maggiore flessibilità nella registrazione dell’orario di lavoro, per alleggerire gli oneri amministrativi nel settore medico o per l’abolizione degli obblighi di rendicontazione in materia di sostenibilità . Purtroppo, il Consiglio federale non ha finora preso in considerazione questi temi. Al contrario: intende addirittura introdurre ulteriori obblighi di rendicontazione.
È necessario un freno alla regolamentazione@tag>
Recentemente il Consiglio federale ha sottoposto a consultazione un inasprimento degli obblighi di rendicontazione in materia di sostenibilità , che comporterebbe un onere aggiuntivo per le PMI. Questo atteggiamento è sconcertante. Urs Furrer, direttore dell’Usam, commenta: «Il Consiglio federale non dimostra alcuna seria volontà di alleggerire gli oneri a carico delle imprese. Per questo motivo l’Usam chiede ulteriori misure». Tra le richieste avanzate figurano, tra l’altro:
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Un rifiuto coerente di nuove normative superflue, come ad esempio la controproposta all'iniziativa sulla responsabilitĂ delle multinazionali
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L'emendamento alla legge UEG (obbligo di presentare misure concrete di alleggerimento – 25.489, proposta di legge Regazzi. Deregolamentazione sistematica)
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Un freno ai costi di regolamentazione per le PMI (25.4187 Mozione Stark. Introduzione di un freno ai costi di regolamentazione per le PMI)
L'amministrazione e il Parlamento devono ora procedere con la sburocratizzazione@tag>
L'usam presenterà queste e altre richieste nella prossima sessione estiva delle Camere federali, nonché nell'ambito delle procedure di consultazione in corso, e invita il Consiglio federale e il Parlamento a portare avanti le misure volte a ridurre gli oneri burocratici a carico delle imprese.
Ulteriori informazioni
Fabio Regazzi
Presidente, Consigliere agli Stati Il Centro/TI
Urs Furrer
Direttore
Sgravio per le imprese: gli «studi settoriali» non bastano – occorre un freno alla regolamentazione