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L'initiative sur l'alimentation restreint la liberté de choix des consommateurs, impose une charge administrative supplémentaire aux PME et met en péril la production agricole dans les régions montagneuses du Tessin. L'Union suisse des arts et métiers (USAM) rejette donc clairement cette initiative, car elle privilégie l'intervention de l'État plutôt que la responsabilité individuelle.

18.06.2026 | 15:30

«Ognuno deve poter decidere liberamente la propria alimentazione», afferma Fabio Regazzi, consigliere agli Stati ticinese e presidente dell’Unione svizzera delle arti e mestieri. Chi desidera seguire una dieta vegetariana o vegana deve poterlo fare. Chi consuma prodotti di origine animale deve conservare la stessa libertà. L’iniziativa, invece, punta su prescrizioni statali piuttosto che sulla responsabilità individuale.

«Non abbiamo bisogno di uno Stato-balia che ci imponga regole in materia di alimentazione, come se fossimo bambini incapaci di decidere da soli cosa mettere nel nostro piatto», afferma. Tanto più che, se l’iniziativa venisse approvata, le PMI dovrebbero aspettarsi un aumento della burocrazia e un’ingerenza ancora maggiore da parte dello Stato. «Per le PMI, questa iniziativa comporterebbe ulteriori regolamentazioni, controlli e oneri amministrativi. Le imprese del settore della trasformazione alimentare e dell’artigianato, compresa la ristorazione, ne sarebbero particolarmente colpite.»

Ripercussioni negative sulle regioni montane e periferiche

Regazzi valuta in modo particolarmente critico le ripercussioni sulle regioni montane e periferiche della Svizzera. Proprio in Ticino, ma anche in molte altre zone alpine, gran parte dei terreni agricoli non sarebbe adatta alla coltivazione. La forma più sostenibile di gestione di tali terreni sarebbe l’allevamento di bovini, ovini o caprini. Un indebolimento del settore zootecnico colpirebbe quindi in modo particolare le regioni montane e periferiche.

Le persone dovrebbero poter decidere autonomamente come alimentarsi. Non abbiamo bisogno di uno Stato-balia che ci imponga regole in materia di alimentazione, come se fossimo bambini piccoli incapaci di decidere da soli cosa mettere nel piatto.

Sicurezza dell'approvvigionamento grazie alla diversificazione della produzione

Sottolinea inoltre l’importanza della sicurezza dell’approvvigionamento. L’iniziativa rischia di limitare le capacità produttive in Svizzera senza ridurre la domanda di generi alimentari. Ciò comporterebbe inevitabilmente un aumento delle importazioni, spesso da Paesi con standard ambientali, di benessere animale e sociali nettamente inferiori.

Gli agricoltori svizzeri producono già oggi secondo standard elevati e sono tra i pionieri a livello internazionale nei settori della qualità, del benessere degli animali e della sostenibilità ambientale. Ulteriori progressi dovrebbero essere raggiunti attraverso l’innovazione, gli sviluppi tecnici e gli incentivi di mercato, non tramite ulteriori norme e divieti.

Per l’sgv, l’iniziativa comporta una maggiore regolamentazione, più burocrazia e una minore libertà di scelta. Grava sulle PMI e compromette la sicurezza dell’approvvigionamento. L’associazione raccomanda pertanto di votare «no» all’iniziativa sull’alimentazione.

Ulteriori informazioni

Regazzi Fabio
Fabio Regazzi

Presidente, Consigliere agli Stati Il Centro/TI