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Data la configurazione delle maggioranze, la Conferenza di conciliazione ha optato per una soluzione mista, che prevede un aumento dell’IVA (0,4 punti percentuali) e un aumento dei contributi salariali (0,2 punti percentuali) – a tempo indeterminato – per finanziare la 13ª rendita AVS. Questa proposta è simile alla variante del Consiglio degli Stati ed è stata leggermente modificata. Le associazioni di categoria dell’economia respingono con decisione la proposta della conferenza di conciliazione.

10.06.2026 | 13:15

Il dibattito sul finanziamento della 13ª rendita AVS è proseguito oggi nella conferenza di conciliazione, composta da 13 membri del Consiglio nazionale e altrettanti del Consiglio degli Stati. La conferenza ha deciso di proporre una variante mista: i contributi salariali dovrebbero aumentare in modo permanente dello 0,2%, mentre l’IVA dello 0,4%. Questa proposta è quindi simile alla variante del Consiglio degli Stati, con l'unica differenza che i contributi salariali sono stati ridotti di 0,1 punti percentuali.

Era possibile raggiungere un compromesso sul finanziamento della tredicesima rendita AVS: il mondo economico avrebbe accettato un aumento temporaneo dell’IVA per finanziare la tredicesima rendita AVS. La conferenza di conciliazione del Parlamento ha invece optato per un aumento a tempo indeterminato dell’IVA e dei contributi salariali.

La SAV, l’usam ed economiesuisse respingono con decisione la proposta della Conferenza di conciliazione. Come ripetutamente sottolineato nelle ultime settimane, i contributi salariali comportano una riduzione del potere d’acquisto dei lavoratori a fine mese; allo stesso tempo, frenano l’occupazione e l’offerta di lavoro e incidono negativamente sulla piazza economica svizzera. Questo è inaccettabile, soprattutto in un periodo di rallentamento economico e di incertezze geopolitiche. Inoltre, la proposta della Conferenza di conciliazione mette incautamente a rischio il patto generazionale, poiché grava eccessivamente sui giovani.

Un aumento temporaneo dell'IVA risulta di gran lunga più vantaggioso rispetto a un aumento permanente dei contributi salariali, poiché grava sui consumi anziché sul lavoro, non incide sul costo delle esportazioni e distorce l'occupazione in misura minore rispetto a un aumento dei contributi salariali. A lungo termine, sono necessarie riforme strutturali per stabilizzare l'AVS.

Le associazioni di categoria contano sul fatto che la proposta della conferenza di conciliazione venga respinta dai Consigli.

La tredicesima rendita AVS verrà erogata anche in caso di bocciatura del progetto, in conformità con la volontà popolare; il suo finanziamento dovrà quindi essere risolto nell’ambito di una vera e propria riforma strutturale nell’ambito dell’AVS 2030, la cui consultazione è attualmente in corso.

Ulteriori informazioni

Simon Schnyder, responsabile del settore Politica sociale e sanitaria dell'Unione svizzera delle arti e mestieri USAM
Simon Schnyder

Responsabile del dipartimento Politica sociale e sanitaria