Riduzione della burocrazia: gli sgravi devono andare a beneficio delle PMI
L’Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) accoglie con favore le misure di alleggerimento adottate finora dal Consiglio federale per rafforzare la competitività dell’economia svizzera. È tuttavia fondamentale che la riduzione della burocrazia prosegua in modo coerente e si traduca in benefici tangibili nella quotidianità delle PMI. Nuove normative e imposte aggiuntive non devono vanificare i progressi raggiunti. A tal fine, occorre avvalersi con coerenza della legge sugli sgravi per le imprese, frutto di un’iniziativa dell’USAM.
Il rapporto sul pacchetto sulla concorrenza pubblicato oggi evidenzia dei progressi. L’sgv accoglie con favore gli sgravi realizzati e le semplificazioni previste. Questi provvedimenti rispondono alle richieste per le quali l’USAM si batte da anni.
Il bilancio va tuttavia relativizzato: su 60 misure, 16 sono state attuate e 39 sono ancora in fase di attuazione. Cinque non sono state attuate o lo sono state solo in parte. La percentuale superiore al 90 per cento sottolineata dal Consiglio federale comprende quindi prevalentemente lavori in corso. Anche gli incarichi di verifica conclusi sono considerati attuati, senza che ne siano necessariamente derivati semplificazioni concrete.
L'impatto complessivo deve diminuire
Secondo il monitoraggio della SECO, negli ultimi cinque anni il numero degli obblighi a carico delle imprese è aumentato in media dell’1,8% all’anno. Al 1° luglio 2026, a livello federale erano in vigore 37'260 obblighi. Le singole misure di alleggerimento non sono sufficienti fintantoché l’onere normativo complessivo continua ad aumentare.
La legge sullo sgravio delle imprese (UEG), frutto di un’iniziativa della sgv, costituisce la base per una riduzione sistematica della burocrazia. I primi risultati degli studi settoriali sono attesi già nel 2026. A questi dovranno seguire rapidamente riforme concrete. Ciò che conta sono i costi normativi effettivamente eliminati.
L’USC chiede inoltre la rapida attuazione delle mozioni approvate Regazzi (25.4179), volta a garantire una stima più indipendente dei costi di regolamentazione, e Stark (25.4187), volta a introdurre un freno ai costi di regolamentazione per le PMI. A tal proposito, occorre valutare la compensazione dei nuovi costi di regolamentazione attraverso la riduzione degli oneri esistenti («one in, one out»). L’iniziativa parlamentare Regazzi (25.489) «Deregolamentazione sistematica» richiede inoltre da tre a cinque proposte concrete di deregolamentazione all’anno.
Nessun nuovo onere in materia di rendicontazione e fiscalitÃ
Una politica di alleggerimento credibile richiede la rinuncia a nuovi oneri superflui. La consultazione appena conclusa sull’estensione della rendicontazione di sostenibilità conferma, secondo l’usam, che la riforma è superflua e onerosa. Il Consiglio federale deve rinunciarvi. La tutela delle PMI da richieste di informazioni sproporzionate da parte delle grandi imprese può essere esaminata separatamente. A tal fine non è necessaria una nuova legge sulla rendicontazione di sostenibilità (NUFG).
È necessario opporsi alle nuove imposte e, in particolare, all’aumento dell’IVA, che non è altro che un espediente per finanziare la 13ª rendita AVS. Il Consiglio federale deve invece affrontare finalmente le necessarie riforme strutturali dell’AVS.
Rafforzare con coerenza il polo economico
Il Consiglio federale deve inoltre tutelare lo «Swissness» e il valore della croce svizzera, anziché indebolirne il significato concedendone l’uso a prodotti stranieri. L’usam sostiene la riforma della legge sul materiale bellico e respinge l’iniziativa sui fuochi d’artificio: anche in questi casi, su cui voteremo alle urne alla fine di novembre, si tratta di evitare divieti inutili che gravano sul settore.
La competitività della Svizzera richiede una riduzione duratura e sistematica della burocrazia e la rinuncia coerente a nuovi oneri superflui per le PMI.
Ulteriori informazioni
Fabio Regazzi
Presidente, Consigliere agli Stati Il Centro/TI
Urs Furrer
Direttore
Riduzione della burocrazia: gli sgravi devono andare a beneficio delle PMI