No all’iniziativa sull’alimentazione: buon senso anziché paternalismo statale
L’Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) accoglie con favore la bocciatura dell’iniziativa sull’alimentazione. Gli aventi diritto di voto si sono espressi contro ulteriori interventi statali in materia di alimentazione, produzione e consumo. Il netto «no» rafforza la libertà di scelta, tutela la responsabilità imprenditoriale e impedisce l’introduzione di nuovi oneri per le PMI lungo l’intera catena del valore. Il «no» è anche un segnale di rifiuto nei confronti del paternalismo statale in altri ambiti.
L’iniziativa sull’alimentazione avrebbe conferito alla Confederazione competenze di ampia portata e aperto la strada a ulteriori prescrizioni, controlli e misure di orientamento. Ne sarebbero stati interessati in particolare l’agricoltura, la trasformazione, la ristorazione, il commercio al dettaglio e la logistica. Per numerose PMI, le nuove disposizioni avrebbero comportato un maggiore onere amministrativo, costi più elevati e un minore margine di manovra imprenditoriale. Con il «no», la popolazione ha lanciato un chiaro segnale contro l’intervento statale nella coltivazione e nel consumo di prodotti alimentari.
Gli elettori hanno respinto con decisione qualsiasi forma di paternalismo e di controllo statale sulla produzione e sul consumo di generi alimentari. Si tratta di un segnale positivo per le nostre PMI. La politica deve ora tenere conto di questo segnale a favore della libertĂ di scelta e della responsabilitĂ anche in altri ambiti.
Un chiaro sì contro il paternalismo dello Stato
L’sgv interpreta il risultato come una presa di posizione contro il paternalismo statale e a favore della concorrenza e della sovranità dei consumatori. L’alimentazione sostenibile e una produzione rispettosa delle risorse possono essere raggiunte in modo più efficace attraverso l’innovazione e soluzioni in linea con il mercato piuttosto che con mandati costituzionali che comportano norme eccessive e costi elevati.
«Gli elettori hanno espresso un chiaro rifiuto nei confronti del paternalismo e del controllo statale sulla produzione e sul consumo di generi alimentari. Si tratta di un segnale positivo per le nostre PMI. La politica deve ora tenere conto di questo segnale a favore della libertà di scelta e della responsabilità anche in altri ambiti», afferma Urs Furrer, direttore dell’Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM).
A seguito del referendum, l’sgv si aspetta che il Consiglio federale, il Parlamento e l’amministrazione rinuncino anche a ulteriori tentativi volti a limitare la libertà di scelta e la responsabilità , ad esempio nel settore della pubblicità . Sono necessarie condizioni quadro affidabili e un margine di manovra sufficiente per le imprese, affinché possano attuare innovazioni, adeguare l’offerta alle esigenze della clientela e sviluppare ulteriormente soluzioni sostenibili che siano economicamente redditizie.
Ulteriori informazioni
Fabio Regazzi
Presidente, Consigliere agli Stati Il Centro/TI
Urs Furrer
Direttore
No all’iniziativa sull’alimentazione: buon senso anziché paternalismo statale