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La proposta del Consiglio federale relativa a una «Legge federale sulla gestione aziendale sostenibile (NUFG)» dimostra quanto sia importante il freno alla regolamentazione richiesto dall’Unione delle arti et mestieri. La NUFG è superflua e graverebbe anche sulle PMI. La seconda versione dell’iniziativa sulla responsabilità delle multinazionali deve essere sottoposta a votazione senza controproposta. Non è necessario nemmeno un adeguamento al diritto dell’UE. Anziché nuove leggi e autorità, occorre alleggerire la burocrazia. Lo Stato deve tornare a limitarsi ai propri compiti essenziali.

07.07.2026 | 13:30

Le sfide che la Svizzera deve affrontare in materia di politica economica interna ed estera sono enormi. Per questo motivo occorrerebbe adottare con urgenza misure volte ad agevolare le imprese del nostro Paese, tra l’altro attraverso la riduzione della burocrazia.

Il mondo imprenditoriale e il Parlamento vogliono un freno alla regolamentazione

Negli ultimi mesi, l’Unione delle imprese artigiane ha intensificato con successo la lotta contro la burocrazia. Nella sessione estiva, il Parlamento ha approvato diverse iniziative volte ad alleggerire l’onere sulle PMI, tra cui una mozione per l’introduzione di un «freno ai costi normativi per le PMI». A tal proposito, Urs Furrer, direttore dell’Usi, afferma: «L’Unione delle arti e mestieri si aspetta che il Consiglio federale adempia ora al mandato del Parlamento di presentare un freno alla regolamentazione per le PMI e rinunci a nuove leggi non necessarie.»

Il Consiglio federale non ha ancora colto i segnali dei tempi

Il fatto che il Governo si sia opposto alla mozione è significativo. A quanto pare, il Consiglio federale non si è ancora reso conto della gravità della situazione. Lo dimostra anche la sua proposta relativa alla NUFG. La legge è rivolta sì in primo luogo alle grandi imprese, ma queste ultime trasferiscono i propri obblighi di diligenza, rendicontazione e responsabilità ai propri fornitori. Ciò comporta per le PMI nuovi oneri burocratici, costi e rischi giuridici. Si profila inoltre il rischio di perdita di commesse e di una concentrazione delle catene di approvvigionamento a scapito delle PMI, nonché una maggiore dipendenza dai grandi gruppi.

L'Unione delle arti e mestieri si aspetta che il Consiglio federale adempia ora al mandato del Parlamento di presentare un «freno alla regolamentazione» per le PMI e rinunci a nuove leggi non necessarie.

Il tentativo del Consiglio federale di presentare la NUFG come un adeguamento apparentemente necessario al diritto dell’UE suscita perplessità: non vi è alcuna necessità di un tale adeguamento. Inoltre, la NUFG sarebbe addirittura ancora più ostile all’economia rispetto al diritto dell’UE.

Lo Stato non è bravo nella «gestione aziendale»

Attraverso la regolamentazione indiretta delle PMI prevista dalla NUFG, sarebbero in definitiva i funzionari a dettare quali debbano essere le caratteristiche di una «gestione aziendale sostenibile». Si tratta di una pericolosa presunzione. Sono i nostri imprenditori e le nostre imprenditrici a mettere in pratica quotidianamente la sostenibilità aziendale: dal punto di vista sociale, economico ed ecologico. Ciò va ben oltre le tematiche della NUFG. La sostenibilità non nasce né negli uffici pubblici né dalla compilazione di moduli, ma dall’azione e dall’operato imprenditoriale.

L’sgv si aspetta che i grandi gruppi si assumano le proprie responsabilità. Laddove le loro attività comportino violazioni dei diritti umani o delle norme ambientali, devono essere chiamati a risponderne. Ciò è già possibile oggi, senza che sia necessaria una nuova legge.

L'sgv chiede una razionalizzazione a livello federale

Il numero di posti di lavoro presso la Confederazione dedicati alle tematiche della sostenibilità è aumentato notevolmente negli ultimi anni. E ora il Consiglio federale intende anche trasformare l’Autorità di vigilanza in materia di revisione in un’Autorità di vigilanza in materia di revisione e sostenibilità. Lo Stato continua a crescere senza freni. Sempre più funzionari si occupano di attività superflue, che a loro volta comportano oneri per le PMI. Bisogna porre un freno a questa tendenza. Per questo motivo occorre non solo un freno normativo, ma anche un freno amministrativo. La Confederazione deve concentrare nuovamente le proprie attività sui compiti fondamentali, in particolare nei settori rilevanti per la crescita e la sicurezza, .

Ulteriori informazioni

Regazzi Fabio
Fabio Regazzi

Presidente, Consigliere agli Stati Il Centro/TI