Le arti e mestieri dice chiaramente no all'iniziativa sull'alimentazione
La Camera svizzera delle arti e mestieri dell'Unione svizzera delle arti e mestieri USAM dice chiaramente «no» all'«iniziativa sull'alimentazione». Il settore teme ripercussioni negative sulle PMI, sui prezzi e sulla sicurezza dell'approvvigionamento.
La Camera dell'Artigianato dell'Unione svizzera dell'artigianato (Usa) respinge con fermezza l'iniziativa popolare «Per un'alimentazione sicura – attraverso il rafforzamento di una produzione nazionale sostenibile, più alimenti vegetali e acqua potabile pulita» (Iniziativa sull'alimentazione). Dal punto di vista dell'artigianato, l'iniziativa comporta notevoli rischi economici.
Una delle critiche principali riguarda il forte intervento statale nei meccanismi di mercato che funzionano correttamente. L'iniziativa prevede una regolamentazione di ampia portata lungo l'intera catena del valore, il che comporta per le PMI oneri amministrativi aggiuntivi, un aumento della burocrazia e una limitazione della libertà imprenditoriale.
L'iniziativa sottovaluta le realtà economiche e grava in modo eccessivo soprattutto sulle nostre PMI. Anziché di interventi di matrice ideologica, occorrono soluzioni pragmatiche che tengano conto in egual misura della sicurezza dell'approvvigionamento, della competitività e della libertà imprenditoriale.
A ciò si aggiunge la forte pressione ad adeguarsi in tempi brevi. La trasformazione richiesta del sistema alimentare comporterebbe ingenti investimenti, mentre gli impianti esistenti – in particolare nel settore della produzione e della trasformazione di prodotti di origine animale – perderebbero valore. Per molte PMI sussiste il rischio che gli investimenti effettuati in precedenza non possano essere ammortizzati.
L'aumento dei prezzi dei generi alimentari pesa sulle PMI
Un altro punto centrale di critica riguarda l'andamento dei costi. A causa di norme di produzione più severe, possibili restrizioni alle importazioni e interventi normativi, è prevedibile un aumento dei prezzi dei prodotti alimentari. Ciò non grava solo sui consumatori, ma ha anche ripercussioni negative su numerose PMI, in particolare nel commercio al dettaglio, nella ristorazione e nei settori a monte e a valle. Il calo del potere d’acquisto può frenare la domanda e aggravare ulteriormente la situazione economica.
«L’iniziativa ignora le realtà economiche e grava in modo eccessivo soprattutto sulle nostre PMI», afferma Fabio Regazzi, presidente dell’Usam. «Anziché interventi di matrice ideologica, occorrono soluzioni pragmatiche che tengano conto in egual misura della sicurezza dell’approvvigionamento, della competitività e della libertà d’impresa.»
Maggiore dipendenza dai sussidi
Infine, sussistono notevoli preoccupazioni di natura finanziaria e normativa. L'attuazione dell'iniziativa richiederebbe probabilmente misure statali di sostegno e compensazione di ampia portata, il che comporterebbe una maggiore dipendenza dai sussidi e graverebbe sui bilanci pubblici. Allo stesso tempo sussiste il rischio di distorsioni del mercato: se le abitudini di consumo non cambiano nella stessa misura della produzione, potrebbero aumentare le importazioni e il valore aggiunto potrebbe trasferirsi all’estero. Nel complesso, dal punto di vista delle PMI il quadro è chiaro: l’iniziativa comporta costi più elevati, maggiore regolamentazione, rischi strutturali e incertezze, senza che si intraveda un vantaggio economico convincente.
Ulteriori informazioni
Fabio Regazzi
Presidente, Consigliere agli Stati Il Centro/TI
Urs Furrer
Direttore
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