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Il Consiglio federale ha avviato oggi la procedura di consultazione sulla riforma dell'AVS 2030. L'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) esaminerà attentamente il progetto e si pronuncerà in merito nell'ambito della procedura di consultazione. Una cosa è però già chiara: una riforma che punta principalmente su entrate supplementari, senza riformare strutturalmente il sistema, non stabilizzerà l'AVS in modo sostenibile.

20.05.2026 | 19:00

L'AVS è un pilastro fondamentale del sistema previdenziale svizzero. È necessario garantirne la sostenibilità a lungo termine. Ciò non deve però avvenire aumentando ulteriormente gli oneri a carico dei lavoratori autonomi, delle PMI e dei lavoratori dipendenti. Diverse misure, ora sottoposte a consultazione, vanno proprio in questa direzione: contributi più elevati per i lavoratori autonomi, l’assoggettamento parziale di determinati dividendi all’obbligo contributivo all’AVS e contributi AVS sulle indennità giornaliere di malattia e infortunio. Con il pretesto di colmare le lacune, il progetto amplia soprattutto la base contributiva proprio laddove l’attività economica è già fortemente gravata.

Per l’USAM questo approccio è problematico. I lavoratori autonomi e le PMI non sono una riserva finanziaria a cui lo Stato può attingere ogni volta che l’AVS registra un deficit. Essi creano posti di lavoro, formano apprendisti, si assumono rischi imprenditoriali e devono già oggi far fronte a un notevole onere amministrativo. Imporre loro nuovi oneri diretti o indiretti rende il lavoro più costoso, indebolisce l’imprenditorialità e complica ulteriormente la gestione aziendale.

Il progetto di legge, invece, non affronta il nocciolo della questione: l’evoluzione demografica e l’allungamento della durata della rendita. Finché questa realtà non verrà affrontata, l’AVS dovrà continuare a richiedere regolarmente nuovi contributi ai lavoratori, alle imprese e ai contribuenti. Non si tratta di una stabilizzazione sostenibile, bensì di una fuga in avanti.

L'USAM si impegna a favore di un'AVS forte. Un’AVS forte non può però essere finanziata attraverso un continuo aumento dei contributi sul lavoro e sull’attività imprenditoriale. Ha bisogno di finanze equilibrate, regole semplici e un’equa ripartizione degli oneri tra le generazioni. L’AVS 2030 deve essere una vera riforma strutturale – e non un pacchetto di contributi aggiuntivi che grava su lavoratori autonomi, PMI e lavoratori dipendenti.

L'USAM parteciperà attivamente alla consultazione e adotterà una posizione chiara: garantire l'AVS, sì; indebolire le PMI e rendere il lavoro ancora più costoso, no.

Ulteriori informazioni

Regazzi Fabio
Fabio Regazzi

Presidente, Consigliere agli Stati Il Centro/TI