Trasporti ’45: le PMI hanno bisogno di infrastrutture stradali efficienti
L’Unione svizzera delle arti e mestieri (UAM) è solo parzialmente soddisfatta del progetto «Trasporti ’45». La pianificazione intermodale è corretta, ma le esigenze delle PMI in materia di rete stradale e di trasporto merci non vengono ancora sufficientemente prese in considerazione. Sono necessari maggiori investimenti, in particolare per le strade nazionali.
Una rete di trasporti efficiente e affidabile è un presupposto fondamentale per la competitività delle PMI svizzere. Queste ultime dipendono sia dai collegamenti locali e regionali tra paesi e città , sia da strade nazionali efficienti. I diversi modi di trasporto si completano a vicenda, non devono essere messi in contrapposizione tra loro e non possono essere sostituiti a piacimento.
«Senza infrastrutture di trasporto adeguate alle esigenze delle piccole e medie imprese, non è possibile consegnare merci né fornire servizi. Anche i collaboratori devono poter raggiungere la sede aziendale o il cliente», afferma Urs Furrer, direttore dell’Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM).
Ad esempio, in Ticino abbiamo un tratto di strada tra Locarno e Bellinzona che fin dagli anni ’90 avrebbe dovuto essere collegato alla rete stradale nazionale. Ora si prospetta un collegamento entro il 2055. Per le PMI, ma anche per la popolazione e il turismo, questa è una situazione inaccettabile.
Orientamento alla domanda effettiva
Dal punto di vista del settore commerciale, la pianificazione futura deve orientarsi in modo coerente alla domanda effettiva e ai benefici economici. È necessario porre l’accento sulle esigenze del settore commerciale e tenere maggiormente conto del trasporto merci. Allo stesso tempo, il previsto potenziamento delle strade nazionali risulta insufficiente alla luce delle strozzature esistenti e prevedibili.
«Ad esempio, in Ticino abbiamo un tratto di strada tra Locarno e Bellinzona che avrebbe dovuto essere collegato alla rete stradale nazionale già dagli anni ’90. Ora si prospetta un collegamento entro il 2055. Per le PMI, ma anche per la popolazione e il turismo, questa è una situazione inaccettabile», afferma Fabio Regazzi, presidente dell’usam. Questo esempio è rappresentativo di molti altri colli di bottiglia presenti nella rete stradale svizzera.
L’usam valuta inoltre in modo critico la prevista proroga a tempo indeterminato dello 0,1% dell’IVA destinato al finanziamento delle infrastrutture ferroviarie. Secondo l’usam, l’abolizione dell’attuale limitazione temporale equivarrebbe a un aumento permanente dell’imposta e comporterebbe quindi un onere aggiuntivo per l’economia e la popolazione. L’USAM respinge pertanto tale estensione permanente dell’IVA.
L’USAM chiede pertanto
- Domanda e utilità economica anziché una pianificazione orientata all'offerta.
- Maggiore attenzione alle PMI, nonché al trasporto commerciale e merci.
- Un maggior numero di progetti relativi alle strade nazionali e una maggiore priorità alle infrastrutture stradali.
- Nessuna proroga a tempo indeterminato dell’aliquota dell’1‰ dell’IVA per il finanziamento delle infrastrutture ferroviarie.
- Finanziamento delle infrastrutture garantito a lungo termine: i fondi destinati alle infrastrutture stradali e ferroviarie non devono essere mescolati né devono essere trasferiti fondi da uno all’altro. Il finanziamento a carico degli utenti e la destinazione d’uso sono fondamentali.
- Un maggiore collegamento giuridico tra i progetti relativi alle strade nazionali e quelli relativi agli agglomerati urbani.
Ulteriori informazioni
Fabio Regazzi
Presidente, Consigliere agli Stati Il Centro/TI
Urs Furrer
Direttore
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