L'Usc è lieta del risultato positivo ottenuto dal referendum sulla legge sul servizio civile. Il contesto della politica di sicurezza della Svizzera è cambiato in modo decisivo negli ultimi anni. La revisione rafforza la situazione dell'Esercito in termini di personale.
Il popolo dice «NO, ma…» al tetto demografico e lancia un segnale
Gli aventi diritto di voto hanno respinto l'iniziativa «Svizzera a 10 milioni». L'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) accoglie con favore il risultato. La decisione dimostra tuttavia che la crescita demografica è una questione che sta a cuore a molte persone. Non è possibile ignorare questa realtà: ora occorrono misure coerenti a livello nazionale.
Il risultato del voto odierno rappresenta un rifiuto nei confronti di un’iniziativa troppo rigida, ma non delle legittime preoccupazioni che ne sono alla base. «Limitarci semplicemente a passare all’ordine del giorno sarebbe un errore fatale», afferma Urs Furrer, direttore dell’Unione svizzera delle arti e mestieri. Quasi un elettore su due ha espresso il desiderio di una maggiore limitazione dell’immigrazione.
L'usam chiede un pacchetto di misure: queste riguardano in primo luogo la burocrazia, i miglioramenti nel mercato del lavoro interno, nonché la formazione professionale e il settore dell'asilo.
Obiettivo: incentivi più allettanti per prolungare la permanenza nel mondo del lavoro
Durante la campagna referendaria si è ripetut più volte che la Svizzera dispone di un notevole potenziale di manodopera qualificata non sfruttato. «Per sfruttarlo al massimo, occorrono ora incentivi attraenti che incoraggino a rimanere più a lungo nel mondo del lavoro, anche oltre il pensionamento», afferma Urs Furrer. Anche l’innalzamento dell’età di riferimento AVS non deve più essere trattato con indifferenza come una misura impopolare. L’usam esorta tutti i partiti ad agire ora. «Chi vuole limitare l’immigrazione deve anche essere disposto a discutere apertamente misure finora politicamente scomode, come l’innalzamento dell’età di riferimento AVS, e a renderle accettabili dalla maggioranza.»
Per sfruttare al massimo il potenziale della forza lavoro qualificata, occorrono ora incentivi allettanti che incoraggino a rimanere nel mondo del lavoro più a lungo, anche dopo il pensionamento.
Elaborare rapidamente una proposta di «freno alle regolamentazioni» per le PMI
«Le PMI si aspettano però anche che vengano eliminate le norme inutili e che la Confederazione elabori e approvi rapidamente un progetto di “freno alla regolamentazione” per le PMI», afferma Fabio Regazzi, presidente dell’Usam. «Infatti, la regolamentazione e la burocrazia gonfiano sempre più l’apparato statale, e lo Stato in espansione sottrae sempre più al mercato del lavoro il personale qualificato di cui le imprese hanno bisogno.»
Per sfruttare meglio il potenziale della forza lavoro nazionale, occorrono inoltre misure mirate nel campo della formazione professionale. Tra queste figurano una migliore valutazione delle competenze professionali, un riconoscimento più pragmatico dei titoli di studio stranieri, il potenziamento dei programmi per il conseguimento di qualifiche professionali in età adulta, nonché misure efficaci per un maggiore coinvolgimento dei lavoratori più anziani nel mercato del lavoro.
Anche nel settore dell'asilo occorre intervenire. Sono necessari procedimenti più rapidi, un'esecuzione coerente, una prassi di rimpatrio efficace da parte dei Cantoni e l'applicazione rigorosa del diritto vigente. Allo stesso tempo, occorre sfruttare meglio l'integrazione dei rifugiati nel mercato del lavoro.
Svolgere i compiti a casa
Conclusione di Fabio Regazzi, presidente dell’Usam: «Le sfide rimangono quindi le stesse: gestire l’immigrazione significa affrontare finalmente con coerenza i compiti che ci attendono sul fronte interno». L’Usam intende dare il proprio contributo in tal senso.
Si rafforza la situazione del personale dell'esercito
Ulteriori informazioni
Fabio Regazzi
Presidente, Consigliere agli Stati Il Centro/TI
Urs Furrer
Direttore
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