Una riforma senza alcuna ambizione
Il messaggio del Consiglio federale sulla riforma dell'imposta preventiva approvato oggi si contraddistingue per una mancanza di ambizione. Solo una riduzione dell'imposta preventiva sui dividendi rafforzerebbe realmente la piazza economica svizzera.
Ci sono già stati diversi tentativi falliti di riformare l'imposta preventiva. Ora il Consiglio federale sta provando di nuovo a rafforzare il mercato dei capitali svizzero. Secondo l'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), il progetto non è abbastanza ambizioso. Solo una riduzione dell'aliquota dell'imposta alla fonte sui dividendi rafforzerebbe davvero la piazza economica svizzera.
«Oggi la Svizzera presenta uno svantaggio comparativo considerevole in materia di imposta preventiva», afferma il presidente dell'USAM e consigliere nazionale Fabio Regazzi. «È quindi giunto il momento di semplificare il sistema e renderlo più attraente». L'abolizione dell'imposta preventiva sugli interessi attivi svizzeri favorirà l'emissione di obbligazioni dalla Svizzera. Al fine di rafforzare ulteriormente la piazza economica svizzera, l'usam si impegna a favore di una riduzione dell'imposta preventiva sui dividendi al 15%. Questa modifica migliorerebbe realmente la posizione della Svizzera nella concorrenza fiscale internazionale.
Sì al rafforzamento della liquidità
Il progetto parallelo in consultazione, che estende la procedura di dichiarazione dell'imposta preventiva per i dividendi distribuiti all'interno di un gruppo di società, soddisfa invece le aspettative dell'usam. «Questa modifica garantirebbe vantaggi in termini di liquidità ai titolari di partecipazioni rilevanti e alleggerirebbe in particolare le risorse economiche delle imprese familiari», afferma il direttore dell'USAM Hans-Ulrich Bigler.
Ulteriori informazioni
Fabio Regazzi
Presidente, Consigliere agli Stati Il Centro/TI
Hans-Ulrich Bigler
Direttore
Una riforma senza alcuna ambizione