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Il Consiglio federale ha avviato la procedura di consultazione relativa all'introduzione del freno ai costi di regolamentazione e alla legge federale sullo sgravio delle imprese dai costi di regolamentazione. Il Governo ottempera così al mandato conferitogli dal Parlamento già nella primavera del 2019. Il freno ai costi di regolamentazione, ideato dall'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) e lanciato dai partiti borghesi, sottopone a una procedura parlamentare di controllo qualitativo i progetti che comportano costi di regolamentazione particolarmente elevati o che riguardano più di 10 000 imprese.

28.04.2021 16:15:00

I costi di regolamentazione rappresentano circa il 10 per cento del prodotto interno lordo svizzero. Si tratta di circa 70 miliardi di franchi all'anno che frenano la crescita dell'economia. Al fine di ridurre i costi di regolamentazione esistenti, l'USAM e il Consiglio federale hanno individuato le normative che potrebbero essere abolite. Ciò consentirebbe di risparmiare oltre 10 miliardi di franchi in costi di regolamentazione. Per contenere efficacemente i costi di regolamentazione, tuttavia, non è sufficiente eliminare quelli esistenti. Analogamente al freno all'indebitamento, è necessario introdurre in Parlamento un meccanismo che freni la creazione di nuovi costi di regolamentazione.

Il freno agli oneri normativi ideato dalla più grande associazione mantello dell'economia svizzera si articola in tre parti:

  • La stima dei costi che ogni nuovo disegno di legge comporta.
  • La verifica della correttezza della stima da parte di un organismo di controllo esterno e indipendente dall'amministrazione.
  • La sottoposizione del progetto al plus kvalitatico in Parlamento, se sono interessate più di 10 000 imprese o se una legge comporta costi di regolamentazione particolarmente elevati.

L'USAM chiede la completa introduzione del freno alla regolamentazione e esaminerà criticamente il progetto di consultazione in tal senso. In particolare, la più grande associazione mantello dell'economia svizzera lamenta la mancanza di un organo di controllo esterno all'amministrazione nella proposta del Consiglio federale.

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Fabio Regazzi
Fabio Regazzi

Presidente, Consigliere agli Stati Il Centro/TI