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L'estensione della rendicontazione sulla sostenibilità costerebbe alle aziende svizzere circa un miliardo di franchi. Una pausa di riflessione, come quella proposta oggi dal Consiglio federale, non è sufficiente: l'USAM chiede che il Consiglio federale rinunci definitivamente a questo progetto. Ciò è tanto più vero in quanto anche l'UE ha recentemente riconosciuto che la burocrazia della sostenibilità e i relativi costi hanno assunto proporzioni inaccettabili. La legislazione vigente deve essere esaminata per individuare possibili alleggerimenti.

21.03.2025 15:00:00

L'anno scorso il Consiglio federale ha condotto una consultazione sull'estensione dell'obbligo di rendicontazione in materia di sostenibilità per le imprese. L'obbligo verrebbe esteso a ulteriori 3500 imprese. I costi diretti di attuazione solo per queste imprese ammonterebbero a oltre 600 milioni di franchi. Questo importo non include i costi indiretti delle necessarie verifiche giuridiche e dei rischi, né quelli legati alla trasmissione delle direttive ai fornitori delle imprese direttamente interessate. Di conseguenza, l'estensione avrebbe anche ripercussioni sui costi per le PMI. Il costo totale dovrebbe quindi ammontare a circa un miliardo di franchi. Si tratta di costi aggiuntivi improduttivi che l'economia svizzera non può permettersi.

Durante la consultazione, il Consiglio federale aveva giustificato l'estensione dell'obbligo di rendicontazione con un adeguamento al diritto dell'UE. Ciò non è affatto necessario. Le aziende che esportano nell'UE si attengono comunque alle norme vigenti in quel territorio. L'economia orientata al mercato interno non deve essere trascinata nel caos normativo. È inoltre importante sottolineare che anche nell'UE si è recentemente riconosciuto che la regolamentazione in materia di sostenibilità è stata eccessiva. È stata avviata una procedura per attenuare le leggi in questione. Se la Svizzera inasprisce ora le leggi mentre l'UE fa marcia indietro, il dannoso Swiss Finish è inevitabile.

L'USAM esorta la Confederazione non solo a sospendere la marcia, ma anche a interrompere l'esercizio il più rapidamente possibile. È ora necessario chiarire che il Consiglio federale rinuncia a ulteriori costi burocratici inutili per la nostra economia svizzera caratterizzata dalle PMI e identifica invece ulteriori possibilità di sgravio nella legislazione vigente e nella pratica, attuandole molto rapidamente.

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Fabio Regazzi
Fabio Regazzi

Presidente, Consigliere agli Stati Il Centro/TI