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L'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) respinge la proroga della legge Covid-19. La proposta presentata è una timida continuazione di singole misure. Non si intravede né un piano generale né uno strumento coordinato. Il progetto è pura gestione della pandemia. La più grande associazione mantello dell'economia svizzera invita il Consiglio federale a sviluppare a livello legislativo uno scenario di normalizzazione vincolante. Se le misure vengono prorogate, devono valere per tutti i soggetti economici.

06.10.2021 10:30:00

L'usam auspica un ritorno alla normalità e l'abolizione di tutte le misure restrittive che vanno oltre la logica della protezione mirata. La logica della protezione mirata comprende il tracciamento dei contatti, i concetti di protezione, i test e le vaccinazioni. Per ritorno alla normalità, l'usam intende la fine della situazione particolare ai sensi della legge sulle epidemie.

Alla luce di ciò, l'USAM respinge la modifica prevista della legge Covid-19. In primo luogo, nel progetto manca un obiettivo di normalizzazione vincolante. In secondo luogo, il progetto è pieno di contraddizioni. Non si capisce perché gli aiuti economici debbano essere mantenuti solo per lo sport e la cultura e non per tutti gli altri settori interessati. In terzo luogo, il messaggio annuncia l'intenzione di aumentare gli oneri per l'economia, ad esempio con una regolamentazione della quarantena che non ha alcun riferimento alla realtà o con disposizioni incoerenti nel diritto del lavoro.

L'USAM si aspetta che il Consiglio federale, invece di limitarsi a gestire la crisi, indichi una via vincolante verso la normalizzazione. Proporzionalità, equilibrio e non discriminazione sono principi importanti dello Stato di diritto che valgono in particolare in questo momento.

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Regazzi Fabio
Fabio Regazzi

Presidente, Consigliere agli Stati Il Centro/TI