Più soldi per vivere. Meno oneri per le aziende. SÌ all’iniziativa SSR «200 franchi bastano!»
Membri del comitato apartitico d'iniziativa e rappresentanti dell'USAM presentano gli argomenti a favore dell'iniziativa per la riduzione del canone SSR «200 franchi bastano!». L'iniziativa mira a ridurre il canone SSR dagli attuali 335 a 200 franchi. Le imprese e le attività commerciali non saranno più soggette al pagamento del canone. L'iniziativa prevede che la perequazione finanziaria tra le regioni linguistiche rimanga invariata e che le emittenti radiofoniche e televisive private ricevano almeno la quota di canone attuale.
L'iniziativa chiede che il canone radiotelevisivo, attualmente il più elevato al mondo, venga ridotto da 335 a 200 franchi l'anno per famiglia. Le aziende e le imprese commerciali saranno esentate dal pagamento del canone. Il consigliere nazionale Thomas Matter (UDC) spiega: «I consumatori devono essere alleggeriti. La riduzione da 335 a 200 franchi è adeguata. Altrettanto adeguato è esentare tutte le imprese dal canone SSR. Rincaro degli affitti, premi di cassa malati in aumento: sono problemi con cui i cittadini devono ormai confrontarsi da tempo. Con la nostra riduzione del canone a 200 franchi, a tutti rimarrà po' più denaro da spendere.»
Oggi le aziende e le imprese commerciali pagano un canone SSR basato sul fatturato. È irrilevante che utilizzino l'offerta SSR o no. Fabio Regazzi, presidente dell'Unione svizzera delle arti e mestieri, critica la doppia imposizione fiscale degli imprenditori: «Questi soldi mancano all'azienda. Mancano per la formazione dei nostri apprendisti. Mancano per la formazione continua dei collaboratori. Ma anche per eventi di gruppo, investimenti e sicurezza informatica. Tutti le collaboratrici e i collaboratori pagano già a titolo privato. Come azienda, paghiamo quindi in doppio!»
Questi soldi mancano all'azienda. Mancano per la formazione dei nostri apprendisti. Mancano per la formazione continua dei collaboratori. Ma anche per eventi di gruppo, investimenti e sicurezza informatica. Tutti le collaboratrici e i collaboratori pagano già a titolo privato. Come azienda, paghiamo quindi in doppio!
Il consigliere nazionale Heinz Theiler, Presidente usam cantonale di Svitto (CN/PLR) presenta un esempio concreto: «Un'autofficina della Svizzera centrale: circa 15 collaboratori, apprendisti, ingenti investimenti nell'infrastruttura e nella formazione. L'azienda registra un fatturato elevato, ma opera con margini molto bassi – una caratteristica tipica di questo settore. In un anno economicamente difficile, l'utile è modesto. Ciononostante, il conto della SSR ammonta a diverse migliaia di franchi. Non perché nell'azienda si ascolti particolarmente la radio o si guardi la televisione – bensì solo a causa del fatturato.»
Oggi il pluralismo dei media è più ampio che mai, grazie alla grande varietà di offerte disponibili su Internet. «Allo stesso tempo, noi giovani dobbiamo pagare un servizio che utilizziamo pochissimo», afferma Pauline Blanc, vicepresidente dei Giovani liberali radicali svizzeri. E aggiunge: «Molti giovani rimangono piuttosto sorpresi quando ricevono la fattura Serafe di 335 franchi.»
Un'autofficina della Svizzera centrale: circa 15 collaboratori, apprendisti, ingenti investimenti nell'infrastruttura e nella formazione. L'azienda registra un fatturato elevato, ma opera con margini molto bassi – una caratteristica tipica di questo settore. In un anno economicamente difficile, l'utile è modesto. Ciononostante, il conto della SSR ammonta a diverse migliaia di franchi. Non perché nell'azienda si ascolti particolarmente la radio o si guardi la televisione – bensì solo a causa del fatturato.
Questo è ingiusto, soprattutto perché molti giovani, proprio durante il periodo di formazione, non nuotano nell'oro».
Jonas Lüthy, presidente dei Giovani liberali radicali svizzeri, afferma chiaramente: «Il mandato pubblico necessita di un riorientamento. Nessuno ha bisogno di programmi finanziati con il canone per seguire il percorso di ricerca di sé stessi di personaggi famosi in Corea del Sud o di programmi di «dating» della SSR. La ragion d'essere del servizio pubblico risiede nell'informazione affidabile, nei contenuti educativi e nella promozione del pluralismo culturale, ambiti in cui gli operatori privati incontrano limiti economici. Con 850 milioni di franchi, la SSR può farlo.»
L'iniziativa popolare mira a garantire alle minoranze linguistiche programmi equivalenti a quelli della radio e televisione svizzero-tedesca SRF attraverso una perequazione finanziaria. Anche le emittenti radiofoniche e televisive private riceveranno almeno l'attuale quota di canone. Allo stesso tempo, il servizio pubblico deve finalmente essere ridefinito, come sottolinea il consigliere nazionale Gregor Rutz: «La concessione transitoria della SSR, emanata nel 2019, è scaduta alla fine del 2022. È stata prorogata fino alla fine del 2028. Il Consiglio federale e il Parlamento hanno voluto ancora una volta evitare di discutere il mandato primario: tutte le controproposte all'iniziativa per la riduzione del canone sono state respinte. L'iniziativa costringe ad affrontare finalmente questa discussione e la definizione del mandato primario.»
L'8 marzo 2026 la popolazione voterà sull'iniziativa per la riduzione del canone SSR «200 franchi bastano!». Ciò porterà alla necessaria discussione di fondo sulla definizione e la portata del servizio pubblico nel settore dei media. L'iniziativa alleggerisce il carico fiscale di tutti i cittadini, ma soprattutto dei giovani e delle famiglie monoparentali, nonché, con l'abolizione del canone per le imprese, anche del settore produttivo svizzero.
Ulteriori informazioni
Fabio Regazzi
Presidente, Consigliere agli Stati Il Centro/TI
Thomas Matter, Consigliere nazionale UDC, 079 404 70 42
Heinz Theiler, presidente dell'Unione delle arti e mestieri di Svitto, 079 472 33 68
Pauline Blanc, Vicepresidente Giovani liberali radicali svizzeri, 079 917 61 46
Jonas Lüthy, Jonas Lüthy, Presidente Giovani liberali radicali svizzeri, 079 782 44 15
Gregor Rutz, Consigliere nazionale e membro CTT-N, 079 220 54 39
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Più soldi per vivere. Meno oneri per le aziende. SÌ all’iniziativa SSR «200 franchi bastano!»