Parità salariale: nessuna discriminazione salariale sistematica
L'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) respinge con decisione qualsiasi inasprimento dell'analisi sulla parità salariale. E si oppone al fatto che i datori di lavoro siano messi sotto accusa in modo generalizzato: non si può parlare di una discriminazione salariale sistematica.
Un rapporto dell'Ufficio federale di giustizia giunge alla conclusione che oltre l'80% dei datori di lavoro che hanno risposto a un sondaggio ha rispettato l'obbligo di effettuare un'analisi della parità salariale. Ciò riguarda circa un milione di lavoratori in aziende con più di 100 dipendenti. Tuttavia, si conclude che la maggior parte dei datori di lavoro non si sarebbe comportata in modo conforme alla legge. Tutti coloro che non hanno partecipato al sondaggio – che, va sottolineato, era volontario – sono sospettati di non rispettare la legge.
L'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) respinge con decisione tali insinuazioni. L'Ufficio federale di giustizia riconosce comunque che circa il 40% delle aziende interessate ha risposto al sondaggio sull'attuazione dell'analisi sulla parità salariale ai sensi della legge sulla parità di trattamento, il che corrisponde a un valore molto elevato.
Anziché mettere le aziende sotto accusa, occorre piuttosto chiedersi se la normativa in vigore solo dal 2020 sia davvero idonea a promuovere la parità salariale nelle aziende. L'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) si è già opposta a un'analisi della parità salariale sancita dalla legge nella consultazione del 2016 e nel successivo dibattito parlamentare del 2018. Tuttavia, la soglia è stata aumentata da 50 a 100 dipendenti.
È indiscutibile che il principio «stesso salario per lavoro di pari valore», sancito dall'articolo 8 della Costituzione federale, debba essere applicato. Tuttavia, non è accettabile gravare le imprese con continue nuove misure amministrative. La discriminazione salariale può essere evitata solo collaborando con i datori di lavoro e non con costose sovraregolamentazioni. L'USAM respinge ulteriori inasprimenti, come ad esempio le multe.
Da anni in Svizzera si registra una carenza di personale qualificato. Ciò ha portato, tra l'altro, a un rafforzamento della posizione dei lavoratori sul mercato del lavoro. I datori di lavoro che praticano effettivamente una discriminazione salariale avranno difficoltà a trovare personale adeguato. È quindi assurdo insinuare, sulla base di un sondaggio non rappresentativo, che tutti i datori di lavoro non si assumano le loro responsabilità.
Ulteriori informazioni
Fabio Regazzi
Presidente, Consigliere agli Stati Il Centro/TI
Urs Furrer
direttore
Parità salariale: nessuna discriminazione salariale sistematica