Ordinanza sui casi di rigore: l'usam vuole giustizia per le aziende chiuse
Il Consiglio federale sta rivedendo l'ordinanza sui casi di rigore. La proposta sottoposta a consultazione rappresenta un cambiamento radicale delle regole del gioco durante la partita. In questo modo, il Consiglio federale sospende le attuazioni cantonali già in corso e crea una confusione di nuove norme che discriminano addirittura alcune imprese. Particolarmente riprovevole è l'intenzione di eliminare completamente la giustizia individuale. La più grande associazione mantello dell'economia svizzera chiede correzioni immediate.
Secondo la volontà del Consiglio federale, le aziende chiuse per ordine delle autorità non dovrebbero più poter addebitare i loro costi fissi effettivi. Per il rimborso dei costi fissi dovrebbero valere valori forfettari. Si tratta di un atto puramente arbitrario. Ogni azienda ha una quota di costi fissi diversa, che a sua volta dipende dalla posizione (città, agglomerato urbano, campagna), dalle attrezzature (leasing, prestiti), dai requisiti di sicurezza e da altre condizioni. Il risarcimento forfettario crea una profonda discriminazione che non ha posto in uno Stato di diritto. L'equità nei singoli casi è un bene giuridico fondamentale. L'usam chiede quindi che le aziende possano addebitare i costi fissi sostenuti individualmente.
Un altro punto inaccettabile per l'USAM è la mancata considerazione nel progetto del settore del fitness e dell'attività fisica. Questo settore è chiuso dal dicembre 2020. Tale omissione è tanto più grave in quanto il settore era ancora in dialogo con l'Amministrazione delle finanze in merito a un programma settoriale. Di conseguenza, la stessa Amministrazione delle finanze avrebbe dovuto menzionare il settore per garantire la certezza del diritto.
L'USAM chiede l'immediata correzione dell'ordinanza sui casi di rigore, al fine di garantire la certezza del diritto alle imprese. In uno Stato di diritto, la giustizia nei singoli casi dovrebbe essere un principio fondamentale.
Ulteriori informazioni
Fabio Regazzi
Presidente, Consigliere agli Stati Il Centro/TI
Hans-Ulrich Bigler
Direttore
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