Nessuna nuova misura senza prove: l'USAM critica l'inasprimento delle norme
L'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) è critica nei confronti delle misure previste dal Consiglio federale. Ancora una volta, tali misure colpiscono la ristorazione, il commercio al dettaglio e le piccole imprese artigiane. Il Consiglio federale non è stato in grado di dimostrare che si tratti di fonti di pericolo. Fino a quando tale prova non sarà fornita, la più grande associazione mantello dell'economia svizzera respinge l'inasprimento delle misure. I costi che ne derivano aumentano in modo esponenziale per le PMI. L'«obbligo di telelavoro» e un nuovo lockdown devono essere assolutamente evitati.
L'USAM constata che fino ad oggi non è stata fornita alcuna prova che nel settore della ristorazione, nel commercio al dettaglio e anche sul posto di lavoro sussista un rischio maggiore di contagio. Tale prova deve finalmente essere fornita. Fino a quando ciò non avverrà, l'USAM respinge tali misure e le considera principalmente come un'azione di facciata da parte del Consiglio federale. In particolare, l'USAM respinge l'obbligo di telelavoro e il lockdown, poiché ciò comporterebbe costi esponenzialmente elevati a carico delle imprese.
La più grande organizzazione mantello dell'economia svizzera si aspetta che, soprattutto in tempi di crisi, venga rispettato il principio di proporzionalità. L'USAM si aspetta inoltre che eventuali misure previste per contenere la pandemia vengano preventivamente concordate con le parti sociali. Ciò è espressamente stabilito dalla legge Covid-19. È scandaloso che l'ultimo scambio di opinioni con le parti sociali in questa task force abbia avuto luogo due mesi fa. Ciò equivale a un vero e proprio rifiuto di dialogare da parte del Consiglio federale e dell'UFSP.
Ulteriori informazioni
Fabio Regazzi
Presidente, Consigliere agli Stati Il Centro/TI
Hans-Ulrich Bigler
Direttore
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