Martello doganale, richieste di prestazioni sociali e ora rivendicazioni salariali: le PMI non sono una gallina dalle uova d'oro.
I nuovi dazi statunitensi sulle esportazioni svizzere fanno scalpore, mentre i costi aggiuntivi miliardari sul mercato interno vengono accettati come un dato di fatto. Allo stesso tempo, anche i sindacati chiedono salari più alti. Per le PMI questo onere mette a rischio la loro stessa esistenza: gli oneri esterni dovuti ai dazi doganali e i costi interni causati da spese sociali e regolamentazioni sempre nuove stanno facendo traboccare il vaso.
Mentre i dazi statunitensi sono stimati tra lo 0,3 e l'1% del PIL, anche le aziende nazionali devono far fronte a un onere pari a decine di miliardi. Secondo le stime dell'Unione svizzera delle arti e mestieri, la 13a rendita AVS approvata dal popolo e l'abolizione del tetto massimo delle rendite richiesta da una parte dello spettro politico ammonteranno a nove miliardi di franchi all'anno fino al 2036. Altri progetti previsti per l'ampliamento dello Stato sociale e i massicci costi di regolamentazione assorbiranno altri 3 miliardi di franchi circa. Si arriva così a circa 12 miliardi, senza contare il risanamento dell'AVS. Ciononostante, il dibattito pubblico rimane sorprendentemente silenzioso, a differenza di quanto accade per i dazi statunitensi.
Inoltre, proprio ora i sindacati stanno aumentando la pressione con richieste salariali, in un momento in cui le aziende stanno già lottando con oneri crescenti.
«Una cosa è chiara: con il doppio fardello dei costi interni elevati e degli oneri esterni aggiuntivi, la situazione sta diventando insostenibile», avverte Urs Furrer, direttore dell'Unione svizzera delle arti e mestieri. «Le nostre PMI non possono sostenere contemporaneamente l'aumento dei dazi doganali, oneri sociali miliardari e richieste salariali crescenti». Ci penseranno due volte prima di assumere nuovi dipendenti. Infatti, i contributi salariali più elevati incidono direttamente sul margine di profitto delle PMI. Nel caso di una falegnameria con un fatturato annuo di 1,5 milioni, una massa salariale lorda di 750 000 franchi e un utile netto di 90 000 franchi, ad esempio, un aumento dei contributi salariali di un punto percentuale comporta una riduzione dell'utile netto di oltre l'8%. Questo denaro mancherà poi per investimenti importanti.
Per questo motivo è urgente un programma di rilancio delle PMI. L'Unione svizzera delle arti e mestieri ha lanciato una petizione per alleggerire il carico fiscale. Le richieste principali sono:
- Ridurre la burocrazia e le tasse
- Snellire lo Stato
- Diversificare il commercio estero e renderlo accessibile alle PMI
Sostieni ora la petizione per l'attuazione di un pacchetto di misure di sostegno e rivitalizzazione per le PMI del nostro Paese!
Ulteriori informazioni
Fabio Regazzi
Presidente, Consigliere agli Stati Il Centro/TI
Urs Furrer
direttore
Martello doganale, richieste di prestazioni sociali e ora rivendicazioni salariali: le PMI non sono una gallina dalle uova d'oro.