L'USAM prende posizione sui progetti di legge relativi alla previdenza per la vecchiaia e all'ampliamento delle strade nazionali
La Camera delle arti e mestieri, il parlamento dell'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), ha approvato all'unanimità la fase di ampliamento 2023 delle strade nazionali. La Camera ha deciso di respingere la 13a rendita AVS, mentre l'iniziativa sulle rendite è stata approvata dai membri della Camera. Dopo una discussione controversa, la Camera ha deciso di approvare la riforma LPP.
Le strade nazionali sono un pilastro importante del sistema di trasporti svizzero. Sono fondamentali per il trasporto merci: il 63% del trasporto merci avviene su strada, di cui tre quarti sulle strade nazionali. La rete ha già raggiunto i suoi limiti. Nel 2022 sono state registrate quasi 40 000 ore di ingorghi. Senza un ampliamento, la situazione continuerà a peggiorare a causa della crescente domanda di mobilità. Entro il 2050 si prevede un aumento dell'11 per cento nel trasporto di persone e del 31 per cento nel trasporto merci. In questo contesto, la Camera ha deciso all'unanimità di votare a favore.
Le richieste dell'iniziativa per la 13a rendita di vecchiaia sono in netto contrasto con la strategia dell'USAM, che chiede di impedire un ulteriore ampliamento delle prestazioni dello Stato sociale. Questo ampliamento dell'AVS secondo il principio dell'annaffiatoio comporta un massiccio aumento degli oneri per i contribuenti e i contribuenti. L'iniziativa popolare è inoltre superflua. In Svizzera non esiste una povertà diffusa tra gli anziani. La maggior parte dei pensionati svizzeri dispone di entrate sufficienti per coprire i propri bisogni materiali.
L'iniziativa sulle rendite è sostenuta dall'USAM. Essa contribuisce ad alleggerire le finanze dell'AVS. Entro il 2029 l'AVS registrerà un risultato negativo. Anche le finanze pubbliche potranno essere alleggerite. L'attuazione dell'iniziativa sulle rendite riduce le spese dell'AVS e quindi anche il contributo federale all'AVS. Inoltre, grazie all'allungamento della vita lavorativa, la Confederazione, i Cantoni e i Comuni potrebbero contare su un aumento sostanziale delle entrate fiscali.
L'abbassamento dell'aliquota minima di conversione LPP riduce la ridistribuzione estranea al sistema nella previdenza professionale e alleggerisce gli istituti di previdenza. Il blocco delle riforme, che dura da vent'anni, può finalmente essere superato. Per le aziende, il rischio di dover pagare contributi di risanamento o contributi speciali per finanziare l'aliquota di conversione troppo elevata può essere notevolmente ridotto. Inoltre, i lavoratori a tempo parziale e i lavoratori con redditi bassi possono essere maggiormente integrati nella previdenza professionale. Contro il progetto giocano gli elevati costi aggiuntivi, che gravano in modo sproporzionato soprattutto sulle aziende del settore a basso reddito e con molti lavoratori a tempo parziale. Nel complesso, tuttavia, questo onere aggiuntivo è considerato sostenibile, il che ha indotto la Camera a raccomandare il sì.
Ulteriori informazioni
Fabio Regazzi
Presidente, Consigliere agli Stati Il Centro/TI
Dieter Kläy
Vicedirettore, responsabile di reparto
L'USAM prende posizione sui progetti di legge relativi alla previdenza per la vecchiaia e all'ampliamento delle strade nazionali