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L'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) è sollevata dal fatto che il popolo abbia respinto l'iniziativa sulla biodiversità. L'accettazione dell'iniziativa avrebbe danneggiato anche l'artigianato. L'usam deplora invece il no al progetto di riforma della LPP. La necessità di modernizzare la LPP aumenterà ulteriormente nei prossimi anni. L'usam continuerà a impegnarsi per la difesa e il rafforzamento della previdenza professionale.

22.09.2024 13:30:00

Con il rifiuto dell'iniziativa estrema sulla biodiversità, l'elettorato svizzero ha dato prova di lungimiranza. L'approvazione dell'iniziativa avrebbe fortemente limitato la produzione sostenibile di energia e di generi alimentari, reso più difficile lo sfruttamento delle foreste e delle infrastrutture turistiche nelle zone rurali e ritardato e reso più costosi i progetti di costruzione. In particolare nel settore della pianificazione territoriale e dell'edilizia ad alta densità, l'approvazione dell'iniziativa avrebbe causato nuovi problemi.

L'USAM deplora il rifiuto della riforma della previdenza professionale. La riforma avrebbe aumentato l'occupabilità dei lavoratori anziani e avrebbe apportato notevoli miglioramenti soprattutto alle persone con redditi più bassi e ai lavoratori a tempo parziale, spesso donne, tra l'altro grazie alla flessibilizzazione della deduzione di coordinamento. È degno di nota il fatto che i partiti di sinistra si siano opposti al progetto per motivi ideologici, andando così contro gli interessi delle persone che pretendono di rappresentare.

La più grande associazione mantello dell'economia svizzera chiede ora un'ambiziosa revisione strutturale dell'AVS che consenta di risanare in modo sostenibile il primo pilastro del nostro sistema previdenziale, tenendo conto delle nuove realtà demografiche. In questo contesto, l'usam si impegnerà a favore di un aumento graduale dell'età pensionabile, che rafforzerà anche il secondo pilastro. L'usam continuerà invece a opporsi con decisione a un finanziamento supplementare affrettato dell'AVS.

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Fabio Regazzi
Fabio Regazzi

Presidente, Consiglio agli Stati Il Centro/TI