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L'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) dubita che le misure decise consentiranno alle imprese interessate di continuare a operare in modo redditizio. Con la sospensione delle attività serali per la ristorazione e delle vendite domenicali per il commercio al dettaglio, le imprese devono aspettarsi perdite considerevoli. Non è ancora dimostrato che i settori interessati siano focolai di contagio. I fondi supplementari stanziati per i casi di rigore sono ben accetti, ma la soluzione concreta deve ancora essere elaborata. L'obiettivo primario rimane quello di evitare un confinamento.

11.12.2020 15:30:00

La più grande associazione mantello dell'economia svizzera accoglie con favore il fatto che il Consiglio federale abbia almeno in parte accontentato il settore della ristorazione rinunciando alla chiusura domenicale. Ciononostante, queste massicce restrizioni all'attività serale rendono estremamente difficile la sopravvivenza economica.

L'USAM ritiene miope il divieto di vendita domenicale nel commercio al dettaglio. Questa decisione è irrealistica e controproducente. Le vendite natalizie si sposteranno al sabato, causando un elevato affollamento.

È da valutare positivamente l'approccio volto a sostenere le imprese colpite con ulteriori 1,5 miliardi di franchi. L'USAM esaminerà attentamente la dotazione. Allo stesso modo, occorre chiedersi se il caso di rigore sia lo strumento adeguato. I Cantoni dovrebbero stanziare molto rapidamente fondi di pari importo. La situazione economica è allarmante. Negli ultimi due giorni, la più grande associazione mantello dell'economia svizzera ha ricevuto centinaia di segnalazioni da imprenditori che hanno espresso la loro disperazione e i loro timori per il futuro.

L'usam si aspetta che, soprattutto durante una crisi, venga rispettato il principio di proporzionalità. Chiede al Consiglio federale di evitare l'attivismo senza un'adeguata consultazione e, in particolare, di coinvolgere in modo responsabile le parti sociali nel processo decisionale. L'usam ribadisce con forza che il lockdown e l'obbligo di telelavoro devono essere assolutamente evitati.

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Regazzi Fabio
Fabio Regazzi

Presidente, Consigliere agli Stati Il Centro/TI