Nach oben

L'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) critica le decisioni odierne del Consiglio federale. Le misure vengono decise senza che vi siano prove di un aumento del rischio di contagio nei settori interessati. Nonostante i numeri siano stagnanti o in leggero calo, vengono introdotte misure sproporzionate, seguendo l'esempio dei paesi stranieri. Secondo l'usam, l'estensione dei diritti nell'ordinanza sui casi di rigore va nella giusta direzione.

13.01.2021 16:15:00

Il Consiglio federale ha preso queste decisioni contro il parere della Commissione dell'economia del Consiglio nazionale e nonostante il parere negativo dei Cantoni. Ciò senza fornire alcuna prova che nel settore della ristorazione, nel commercio al dettaglio e anche nell'ambiente di lavoro in generale vi sia un rischio maggiore di contagio. Nonostante questa mancanza di prove, un altro settore e con esso numerose PMI si trovano nuovamente ad affrontare forti perdite di fatturato. La privazione della libertà economica comporta una perdita di fatturato di 2,5 miliardi di franchi solo per le attività di ristorazione e di 800 milioni di franchi per il settore del tempo libero.

La più grande associazione mantello dell'economia svizzera accoglie con favore l'allentamento da parte del Consiglio federale delle condizioni che un'impresa deve soddisfare per ottenere aiuti in casi di rigore. L'USAM lo richiedeva espressamente da tempo. Ora è tuttavia fondamentale che i Cantoni non solo seguano rapidamente l'esempio della Confederazione, ma lo facciano nella stessa misura. Solo così molte PMI potranno garantire la propria sopravvivenza e quindi anche i posti di lavoro in questa situazione. Ciononostante, la dotazione di 750 milioni di franchi per la riduzione dei danni sarà difficilmente sufficiente nelle nuove condizioni.

Ulteriori informazioni

Regazzi Fabio
Fabio Regazzi

Presidente, Consigliere agli Stati Il Centro/TI