Legge sulla radiotelevisione: l'USAM delusa dalla Commissione del Consiglio degli Stati
La Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio degli Stati respinge la controproposta indiretta del Consiglio nazionale all'iniziativa popolare «200 franchi sono sufficienti». Per l'usam si tratta di un'occasione mancata per rinunciare alla riscossione del canone radiotelevisivo dalle imprese nell'ambito di un lungo periodo transitorio di dieci anni.
L'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) chiede l'abolizione del canone radiotelevisivo per le imprese. La Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio nazionale propone un'esenzione graduale delle imprese fino alla completa abolizione del canone radiofonico e televisivo per le imprese nel 2035. La commissione omologa del Consiglio degli Stati ha oggi respinto questa proposta moderata, cosa che l'usam deplora.
Per le imprese, l'imposta sui media comporta una doppia imposizione, poiché le persone fisiche pagano già il canone per la ricezione di programmi radiofonici e televisivi. Con l'adozione della moderata controproposta, le imprese avrebbero potuto essere esentate entro dieci anni. L'usam continuerà a lottare per l'abolizione del canone radiofonico e televisivo per le imprese.
Ulteriori informazioni
Fabio Regazzi
Presidente, Consigliere agli Stati Il Centro/TI
Urs Furrer
direttore
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