La Commissione del Consiglio nazionale intende rafforzare il partenariato sociale
Un'alleanza composta da 29 associazioni economiche accoglie con favore la decisione della CER-N di voler dare la precedenza ai salari minimi negoziati dalle parti sociali rispetto ai salari minimi cantonali. Gli interventi unilaterali a livello cantonale e comunale mettono a rischio il futuro dei contratti collettivi di lavoro.
I salari minimi previsti dai contratti collettivi di lavoro dichiarati di applicazione generale (CCL DG) devono avere la precedenza sui salari minimi cantonali. È quanto raccomanda la Commissione dell'economia e dei tributi al Consiglio nazionale. In questo modo intende attuare la mozione Ettlin «Proteggere il partenariato sociale da interventi controversi» (20.4738), approvata dal Parlamento nel dicembre 2022. Urs Furrer, direttore dell'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), ritiene che ciò rafforzi il partenariato sociale: «I contratti collettivi di lavoro necessitano del sostegno dei membri dell'associazione. Quando i sindacati prevalgono sui risultati delle trattative con mezzi politici, mettono gravemente a rischio questo sostegno».
La precedenza dei CCL generali è conforme alla Costituzione
29 associazioni economiche si impegnano congiuntamente a favore della priorità dei salari minimi nei CCL dichiarati di applicazione generale. Una perizia giuridica della Prof.ssa Dr. Isabelle Häner del 27 marzo 2024, commissionata dall'Alleanza, dimostra chiaramente che le riserve di costituzionalità sollevate dalla controparte sono infondate. Secondo la dottrina e la giurisprudenza, la Costituzione federale conferisce alla Confederazione una competenza legislativa completa in materia di diritto del lavoro, con effetto derogatorio a posteriori. Se la Confederazione emana una legge, la competenza cantonale decade. Beat Imhof, presidente di GastroSuisse, relativizza: «I Cantoni mantengono la loro competenza di emanare salari minimi laddove i contratti collettivi di lavoro generalmente vincolanti non prevedono salari minimi».
Dal punto di vista democratico è invece discutibile l'imposizione dei promotori dell'iniziativa sul salario minimo. Nel 2014 l'elettorato svizzero ha votato chiaramente contro un salario minimo statale con il 76,3% dei voti. Solo un unico comune si è espresso a favore, con uno scarto minimo. Inoltre, i Cantoni di Ginevra, Vaud e Vallese hanno già respinto un salario minimo cantonale nel 2011 e nel 2014. In questi Cantoni, l'elettorato ha deciso o sta decidendo tre volte in breve tempo in merito al salario minimo. Nel frattempo, nel Cantone di Ginevra è in vigore un salario minimo cantonale.
I contratti collettivi di lavoro rafforzano la tutela salariale e la formazione professionale
I CCL aventi efficacia generale offrono una protezione completa a tutti i lavoratori di un settore, compresi i lavoratori distaccati. Promuovono il principio «stesso salario per lo stesso lavoro nello stesso luogo» e impediscono il dumping salariale. I salari minimi cantonali servono esclusivamente a combattere la povertà nel cantone e non si applicano ai lavoratori distaccati. I salari minimi cantonali danneggiano anche il sistema educativo. Un salario minimo unico in un settore riduce l'incentivo a seguire una formazione e un perfezionamento professionale, poiché la formazione ha meno rilevanza ai fini salariali. Per questo motivo, i salari minimi settoriali differenziati nei CCL aventi effetto esteso sono più vantaggiosi. Essi tengono conto della formazione, del tipo di professione o dell'esperienza. Tali salari minimi settoriali per il personale qualificato sono nettamente superiori ai salari minimi cantonali. La priorità dei salari minimi cantonali porta tuttavia a un livellamento dei salari e danneggia quindi la formazione professionale.
Ulteriori informazioni
Urs Furrer
direttore
Severin Hohler, Responsabile Politica economica GastroSuisse, telefono 044 377 52 50, communication@gastrosuisse.ch
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