Indennità per l'assistenza all'infanzia finanziata dai datori di lavoro: una decisione inaccettabile
L'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) critica aspramente la decisione del Consiglio nazionale di introdurre un'indennità per la custodia dei bambini finanziata dai datori di lavoro e un sostegno dei Cantoni pari a 200 milioni di franchi per l'ampliamento dei posti di custodia. Questo intervento nel federalismo è inaccettabile e grava inutilmente sulle PMI.
Numerosi Cantoni e Comuni hanno già creato soluzioni per l'assistenza all'infanzia complementare alla famiglia che rispondono alle loro esigenze locali. L'intervento della Confederazione in questo settore è in contrasto con il principio di sussidiarietà e indebolisce le competenze locali.
Il costo di questo assegno di custodia, pari a oltre 600 milioni di franchi all'anno, graverà pesantemente sulle imprese, senza che sia dimostrato alcun beneficio per il mercato del lavoro. Questo assegno sarebbe concesso senza condizioni relative all'attività lavorativa dei genitori e creerebbe quindi effetti collaterali ingiustificati.
La Confederazione non deve regolamentare tutto e i datori di lavoro non possono pagare per tutto: l'USAM invita quindi il Consiglio degli Stati a respingere questo progetto centralistico, inefficiente, economicamente discutibile e particolarmente dannoso per le PMI.
Ulteriori informazioni
Fabio Regazzi
Presidente, Consigliere agli Stati Il Centro/TI
Urs Furrer
direttore
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