Il settore commerciale si oppone alla doppia imposizione della SRG e lancia una campagna
L'iniziativa SSR «200 franchi bastano!» chiede, oltre alla riduzione del canone mediatico per le famiglie a 200 franchi, anche l'abolizione del canone mediatico per le imprese. I promotori dell'iniziativa godono ora del sostegno dell'artigianato. L'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) si mobilita con una propria campagna digitale intitolata «Pagare una volta basta!». Le imprese svizzere versano oggi 180 milioni di franchi all'anno alla SSR. Gli ambienti economici criticano questo canone, che ritengono ingiusto e illegale, poiché costituisce una doppia imposizione. La sua abolizione libererebbe risorse che potrebbero essere investite in valori reali: formazione degli apprendisti, formazione continua dei collaboratori o sicurezza informatica. Tutta la Svizzera ne trarrebbe vantaggio.
Le aziende svizzere sono soggette a una doppia imposizione sproporzionata nel finanziamento della SRG: i dipendenti pagano privatamente il canone Serafe attraverso il loro bilancio familiare, mentre le aziende devono versare alla SRG anche un'imposta sui media basata sul fatturato, indipendentemente dal fatto che le offerte della SRG vengano utilizzate nell'azienda. La tassa è di fatto un'imposta e viola il principio della capacità economica e il divieto di arbitrarietà.
Particolarmente colpite: le PMI con fatturato elevato e margini ridotti
Particolarmente colpite sono le PMI con fatturati elevati e margini bassi. Pierre Daniel Senn, garagista e vicepresidente dell'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), afferma: «Questa tassa ingiusta deve essere abolita. Oggi paghiamo molto di più rispetto a dieci anni fa». Anche Daniela Schneeberger, vicepresidente dell'USAM e fiduciaria, critica l'imposta: «Si tratta di un'imposta ingiusta, tanto più che il Tribunale federale ha chiaramente stabilito che è illegale».
Qualcuno mi spieghi perché le aziende dovrebbero pagare ogni anno 180 milioni di franchi alla SRG, visto che non usufruiscono dei suoi servizi. Preferirei investire le diverse migliaia di franchi che la nostra azienda paga ogni anno alla SSR in assistenza agli apprendisti o nella formazione continua dei collaboratori. Sarebbe un investimento prezioso e per questo per me è chiaro: pagare due volte per la stessa cosa è troppo, pagare una volta è sufficiente!
«Perché noi imprenditori paghiamo ogni anno 180 milioni alla SRG?»
Fabio Regazzi, presidente dell'Unione svizzera delle arti e mestieri e proprietario di un'azienda metalmeccanica con apprendisti, sottolinea l'entità dell'onere: «Qualcuno mi spieghi perché noi imprenditori dovremmo pagare ogni anno 180 milioni di franchi alla SRG, visto che non consumiamo i suoi servizi. Io, ad esempio, preferirei investire le diverse migliaia di franchi che la nostra azienda paga ogni anno alla RSI in assistenza agli apprendisti o nella formazione continua dei collaboratori. Sarebbe un investimento prezioso e per me è quindi del tutto chiaro: pagare due volte per la stessa cosa è troppo, pagare una volta è sufficiente!»
Tassazione incostituzionale
Già nel 2019 il Tribunale amministrativo federale aveva stabilito che la tariffa decrescente applicata dalla SRG alle imprese era incostituzionale. L'iniziativa «200 franchi bastano!» elimina questa incostituzionalità, alleggerisce completamente il carico sulle imprese e riduce il canone Serafe per le famiglie da 335 a 200 franchi. In questo modo viene ridotto il canone televisivo e radiofonico attualmente più alto al mondo. Né la SSR né il servizio pubblico vengono aboliti. Anche dopo l'approvazione dell'iniziativa, la SSR continuerà a disporre di quasi un miliardo di franchi. Si tratta di una somma considerevole.
L'USAM sostiene la campagna nazionale «200 franchi bastano!» con una propria campagna digitale dal motto «Pagare una volta basta! Pagare due volte la SSR? Basta così». La campagna lo dice chiaramente: la doppia imposizione fiscale della SSR non è più accettabile. L'iniziativa è sostenuta, tra gli altri, da GastroSuisse e dal Centre Patronal.
Ulteriori informazioni
Fabio Regazzi
Presidente, Consiglio agli Stati Il Centro/TI
Pierre Daniel Senn
Vicepresidente dell'USAM
Urs Furrer
direttore
Il settore commerciale si oppone alla doppia imposizione della SRG e lancia una campagna