Nach oben

Il Consiglio nazionale ha deciso di alleggerire il carico fiscale delle PMI per il finanziamento della 13a rendita AVS. La 13a rendita AVS sarà finanziata tramite un aumento dell'IVA. È una buona cosa. Ma la questione non è ancora chiusa. Il Consiglio degli Stati deciderà nella sessione invernale. Inoltre, questo provvedimento allevia solo il mal di testa. Rimane il grande cantiere della revisione generale dell'AVS per alleggerire il carico sui giovani.

11.09.2025 15:00:00

Il primo attacco alle PMI è stato sventato: il Consiglio nazionale ha deciso di finanziare la 13a rendita AVS attraverso un aumento dell'IVA. In questo modo, i lavoratori e i datori di lavoro non saranno gravati da contributi salariali più elevati. La quota federale nel finanziamento dell'AVS rimane al 20,2 per cento: la Confederazione continua quindi a fornire un contributo sostanziale e, parallelamente, valuta possibilità di aumentare l'efficienza nell'amministrazione.

«L'aumento temporaneo dell'IVA deciso dal Consiglio nazionale dà agli imprenditori un po' di respiro, senza aumentare i costi accessori del lavoro. È il male minore ed è nell'interesse dei lavoratori e dei datori di lavoro», afferma Urs Furrer, direttore dell'Unione svizzera delle arti e mestieri. Questa soluzione garantisce una certa sicurezza in termini di pianificazione e giuridica.

Non ancora concluso

Ma questo non significa che il finanziamento sia ancora assicurato. Nella sessione invernale il Consiglio degli Stati prenderà una decisione e, a lungo termine, sarà necessaria una riforma strutturale fondamentale dell'AVS. L'aspetto positivo della direzione intrapresa dal Consiglio nazionale è che, se gli elettori dovessero respingere l'aumento dell'IVA, il Consiglio federale non potrà semplicemente aumentare i contributi salariali, ma dovrà presentare riforme strutturali alternative. Ciò garantirà un ampio dibattito sociale sul futuro della previdenza per la vecchiaia. A questo proposito, il Consiglio degli Stati ha oggi approvato un postulato del presidente dell'usam e consigliere agli Stati Fabio Regazzi che soddisfa l'usam (vedi sotto).

La revisione dell'AVS è fondamentale, perché l'aumento temporaneo delle imposte non risolve il problema del finanziamento a lungo termine dell'AVS. Le riforme oltre il 2030, in particolare per quanto riguarda l'età di riferimento, rimangono inevitabili. L'AVS deve essere protetta con un freno all'indebitamento. Altrimenti i giovani e le imprese ne pagheranno le conseguenze.

Successo per lo sgravio delle PMI svizzere: il finanziamento dell'AVS sarà analizzato

Il Consiglio degli Stati ha approvato il postulato del consigliere Fabio Regazzi, presidente dell'Unione svizzera delle arti e mestieri, relativo all'istituzione di un gruppo di esperti indipendenti incaricato di effettuare un'analisi approfondita dell'AVS. L'obiettivo è quello di esaminare attentamente le entrate e le uscite dell'AVS. Il gruppo di esperti dovrà elaborare, tra l'altro, scenari per un prolungamento della vita lavorativa ed esaminare incentivi mirati per rendere più attraente l'attività lavorativa oltre l'età pensionabile.

Si tratta di un passo importante verso una riforma credibile, equa e sostenibile del nostro sistema pensionistico, una vera situazione vantaggiosa per tutti: molti lavoratori prossimi alla pensione sarebbero infatti disposti a rimanere più a lungo nella vita lavorativa, a condizione che le condizioni professionali e finanziarie siano adeguate. Anche i datori di lavoro ne trarrebbero vantaggio: potrebbero mantenere collaboratori esperti, soddisfatti del proprio lavoro grazie a modelli flessibili.

Ulteriori informazioni

Fabio Regazzi
Fabio Regazzi

Presidente, Consigliere agli Stati Il Centro/TI