Il Consiglio federale intraprende con esitazione la via della ragionevolezza
L'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) accoglie con favore la decisione del Consiglio federale di consentire nuovamente ai ristoranti di aprire i propri locali interni. L'USAM sostiene anche l'abolizione dell'obbligo di telelavoro, ma critica il collegamento con un obbligo burocratico di test. Ciò rappresenta un onere aggiuntivo inaccettabile, in particolare per le PMI. Il Consiglio federale deve normalizzare la situazione, revocando sia lo stato di emergenza sia l'incarico affidato alla task force scientifica.
La più grande associazione mantello dell'economia svizzera accoglie con favore l'apertura al pubblico degli spazi interni dei locali di ristorazione. Questa misura impedisce un ulteriore aumento delle perdite economiche del settore. L'usam sostiene anche le misure di apertura nel settore degli eventi. Queste sono importanti per la società e in particolare in vista delle prossime votazioni. Per il settore degli eventi e i suoi fornitori, l'aumento del numero di spettatori consentito è un passo urgentemente necessario per ritrovare la sicurezza nella pianificazione e generare fatturato.
L'USAM critica aspramente il fatto che l'abolizione dell'obbligo di telelavoro sia collegata a un regime di test interno all'azienda. Questa soluzione è puramente burocratica e inadatta alle PMI. La Confederazione è chiamata a dimostrare come un tale regime possa essere introdotto nel modo più efficiente possibile nelle PMI.
Per l'USAM non vi è più alcun motivo per cui il Consiglio federale debba mantenere la situazione speciale. Chiede quindi il ritorno alla normalità e la revoca dell'incarico alla task force scientifica, che ha dimostrato di lavorare con modelli errati.
Ulteriori informazioni
Fabio Regazzi
Presidente, Consiglio agli Stati Il Centro/TI
Hans-Ulrich Bigler
Direttore
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