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L'annuncio del presidente degli Stati Uniti di applicare in futuro dazi doganali del 31% sulle esportazioni svizzere non sembra razionalmente comprensibile. L'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) ritiene che lamentarsi non serva a nulla, ma che ora la politica e l'amministrazione siano chiamate a fare finalmente il loro dovere per ridurre al minimo i danni economici prevedibili.

03.04.2025 12:30:00

A tal fine, l'USAM propone le seguenti misure: 

Primo: intensificazione della diplomazia commerciale. È necessario sfruttare i contatti con l'amministrazione Trump e spiegare ripetutamente la politica economica estera della Svizzera. Ad esempio, l'abolizione dei dazi doganali svizzeri sulle importazioni e, allo stesso tempo, le ragioni per mantenere la protezione doganale nel settore agricolo. 

Secondo: rinuncia a contromisure commerciali. L'abolizione dei dazi doganali sui prodotti industriali, prevista per l'inizio del 2024, non deve essere revocata. L'economia svizzera e i consumatori continuano a beneficiare dell'abolizione dei dazi doganali. 

Terzo: la rapida conclusione di ulteriori accordi di libero scambio. Lo scorso anno è stato firmato un accordo economico con l'India e quest'anno l'attenzione dovrebbe concentrarsi sui paesi del Mercosur e sulla Malesia. Allo stesso tempo, dovrebbero essere aggiornati gli accordi esistenti, tra cui quelli con il Giappone e la Cina. 

Quarto: chiarire le relazioni economiche tra la Svizzera e l'UE. Gli accordi negoziati devono essere pubblicati rapidamente, in modo che l'economia possa farsi un quadro completo della situazione. Rispetto agli Stati Uniti, che con circa il 20% del volume delle esportazioni sono il secondo partner commerciale più importante della Svizzera, il nostro Paese deve continuare a garantire la stabilità delle relazioni con l'UE, che con circa il 50% rappresenta il mercato di esportazione più importante. Nell'interesse della Svizzera, occorre ampliare in modo mirato l'apertura economica reciproca. 

Quinto: fare i compiti. La Svizzera deve continuare ad aumentare la propria produttività economica per garantire il benessere. La leva più importante a tal fine è un pacchetto di riforme completo che liberi le PMI, colonna portante della nostra economia, dai vincoli amministrativi e riduca la burocrazia. Inoltre, il rendimento deve tornare ad essere più remunerativo e occorre porre un freno all'espansione incontrollata dell'apparato burocratico e delle prestazioni sociali.

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Fabio Regazzi
Fabio Regazzi

Presidente, Consigliere agli Stati Il Centro/TI