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L'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) sostiene la decisione del Consiglio federale di proseguire i colloqui e le trattative con gli Stati Uniti sul memorandum d'intesa esistente, se necessario anche oltre il 7 agosto 2025. È urgente evitare danni all'economia nazionale.

04.08.2025 17:00:00

Un dazio doganale del 39% sulle esportazioni verso gli Stati Uniti comporterebbe per molte PMI svizzere la perdita dei loro affari con gli Stati Uniti. Le PMI sono colpite anche indirettamente in quanto fornitori degli esportatori; da questo lato si profilano richieste di riduzioni dei prezzi e la perdita di ordini. Adeguamenti dell'indennità per la riduzione dell'orario di lavoro possono attenuare temporaneamente le conseguenze economiche. In molte aziende, tuttavia, i licenziamenti potrebbero essere inevitabili. È quindi ancora più urgente trovare rapidamente una soluzione con gli Stati Uniti.

L'USAM chiede un programma di sgravio e rivitalizzazione

L'USAM sostiene anche il Consiglio federale nei suoi sforzi volti a diversificare ulteriormente le relazioni commerciali con il maggior numero possibile di Stati. Inoltre, l'USAM chiede un programma di sgravio e rivitalizzazione della politica interna. Anche se si riuscisse a evitare gli elevati dazi doganali statunitensi, l'incertezza generale in materia di politica estera e geopolitica e il contesto economico sfavorevole continuerebbero a produrre i loro effetti. Sono quindi indispensabili misure di politica interna di ampia portata.

La Svizzera deve continuare ad aumentare la propria produttività economica per garantire il benessere. La leva più importante a tal fine sono le misure che liberano le PMI, colonna portante della nostra economia, dai vincoli amministrativi e riducono la burocrazia. Sono inoltre necessari sgravi fiscali e contributivi. I costi salariali non devono aumentare ulteriormente. Le necessarie riforme strutturali delle assicurazioni sociali devono essere avviate senza indugio.

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Patrick Dümmler
Patrick Dümmler

responsabile di settore