Covid-19: l'USAM respinge con decisione l'obbligo di telelavoro e le chiusure
L'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) respinge l'introduzione dell'obbligo di telelavoro in quanto inadatto alle PMI e puramente simbolico. L'USAM ritiene che le chiusure previste nella variante due siano del tutto inaccettabili e dannose per alcuni settori dell'economia e della società. L'USAM esaminerà criticamente la variante 1 proposta dal Consiglio federale nell'ambito della procedura di consultazione.
Nel corso della crisi Covid-19, molte aziende hanno introdotto volontariamente regolamenti individuali sul telelavoro, laddove ciò fosse opportuno e possibile. In molte aziende al di fuori del settore dei servizi, il telelavoro non è affatto un'opzione. Ciò significa che il potenziale della misura «telelavoro» è già stato sfruttato e che l'introduzione di un obbligo sarebbe pura politica simbolica. Inoltre, sulla base della legge Covid-19 e nella logica della protezione mirata, le aziende hanno introdotto concetti di protezione che si sono dimostrati efficaci. Non vi sono prove di un aumento del rischio di infezione sul posto di lavoro.
In ogni caso occorre rinunciare alle chiusure. Questa misura colpirebbe duramente i settori che hanno già subito una perdita di fatturato durante le precedenti chiusure. Anche nel caso di queste misure e dei settori interessati mancano prove di un aumento del rischio di contagio. L'USAM respinge quindi con decisione la variante 2 proposta dal Consiglio federale. Esaminerà e valuterà criticamente la variante 1 nell'ambito della procedura di consultazione.
Ulteriori informazioni
Fabio Regazzi
Presidente, Consiglio agli Stati Il Centro/TI
Hans-Ulrich Bigler
Direttore
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